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Rapporto ASviS 2024 sull'Italia
Istruzione e sostenibilità
Il Rapporto ASviS sull’Italia
e gli Obiettivi di sviluppo sostenibile.
Istruzione: la sostenibilità è depotenziata
nelle nuove linee guida sull’Educazione civica.
In particolare, il tema della sostenibilità,
che era centrale nelle precedenti linee guida, subisce una modifica di linguaggio,
passando da “Sviluppo sostenibile,
educazione ambientale, conoscenza
e tutela del patrimonio e del territorio”
a “Sviluppo economico e sostenibilità”.
La visione complessiva di sostenibilità
viene indebolita, risultando poco coerente
con gli obiettivi di sviluppo sostenibile.
Redattore del sito dell’Alleanza Italiana
per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS)


“L’alternativa a un mondo sostenibile è un mondo insostenibile. Come l’attuale”. Questo è l’avvertimento che Enrico Giovannini, direttore scientifico dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS), ha lanciato nel Rapporto ASviS 2024 “Coltivare ora il nostro futuro”, lo studio che come ogni anno fa il punto sull’avanzamento dei 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs) dell’Agenda 2030 dell’Onu a livello nazionale ed europeo, oltre a offrire un’analisi globale. Il Rapporto è frutto del lavoro di migliaia di esperte ed esperti provenienti da più di 320 aderenti dell’Alleanza, e contiene alcune proiezioni sugli SDGs al 2030, realizzate con la collaborazione di Prometeia.
L’ITALIA È SU UN SENTIERO DI SVILUPPO INSOSTENIBILE
Secondo il Rapporto ASviS, il nostro Paese è in “drammatico ritardo” su tutti gli Obiettivi dell’Agenda 2030. Tra il 2010 e il 2023 si riscontrano peggioramenti per sei Goal: povertà, acqua e sistemi igienico-sanitari, disuguaglianze, qualità degli ecosistemi terrestri, governance e partnership.
Miglioramenti molto contenuti per sette Obiettivi: cibo, energia pulita, lavoro e crescita economica, innovazione, città sostenibili, lotta al cambiamento climatico e qualità degli ecosistemi marini. Miglioramenti più consistenti per tre Goal: salute, educazione e uguaglianza di genere, mentre l’unico miglioramento molto consistente interessa l’economia circolare. Guardando invece alle disuguaglianze territoriali, si evidenzia una riduzione per un solo Goal (governance), un aumento per due (educazione e acqua e servizi igienico-sanitari) e una sostanziale stabilità per i restanti dodici per cui sono disponibili dati sul territorio, in totale contraddizione con il principio chiave dell’Agenda 2030 di “non lasciare nessuno indietro”.
Mancare questi obiettivi non è solo una questione di traguardi, ma significa generare effetti negativi sulla nostra popolazione: secondo gli studi raccolti nel Rapporto ASviS, nel 2023 5,7 milioni di persone si trovano in condizioni di povertà assoluta e il 22,8% della popolazione è a rischio di povertà o esclusione sociale; nel 2022, il 5% delle famiglie italiane più ricche deteneva il 46% della ricchezza netta complessiva, mentre il 50% delle famiglie più povere possedeva meno dell’8% della ricchezza netta totale. L’Italia è inoltre al centro dell’hotspot climatico (un’area dove il cambiamento climatico procede più velocemente rispetto ad altri territori) del Mediterraneo, e si riscalda a quasi il doppio della media globale. Il nostro Paese, inoltre, si classifica in 87esima posizione su 146 Stati per la parità di genere, perdendo otto posizioni rispetto al 2023.
COME STIAMO MESSI SULL’ISTRUZIONE
I progressi sul Goal 4 “Istruzione di qualità” dell’Agenda 2030 in Italia e nel mondo sono lenti e diversi Paesi mostrano un calo delle competenze in matematica e lettura, con criticità che vanno oltre gli effetti del Covid-19 sull’abbandono e l'insegnamento scolastico. Dal Rapporto ASviS 2024 emergono lievi miglioramenti in tema di istruzione, ma ancora non sufficienti per raggiungere un sistema educativo più inclusivo e di qualità.
Nel periodo 2010-2023, il settore dell’istruzione in Italia mostra progressi sulla formazione continua, cresciuta di 3,5 punti percentuali tra il 2018 e il 2023, sull’uscita precoce dal sistema scolastico, calata di 3,8 punti percentuali, e sui diplomati, che sono arrivati al 65,5% nel 2023 e che, secondo le previsioni di Prometeia, potrebbero raggiungere il 70% entro il 2030 (anche se siamo ancora lontani dal 79,4% europeo). La dispersione esplicita è scesa al 10,5% nel 2023, mentre quella implicita al 6,6% nel 2024. L’altra faccia della medaglia, però, ci mostra progressi ancora insufficienti o segnati dai divari territoriali in aumento (a scapito soprattutto del Mezzogiorno) e la presenza di numerose criticità, come il calo di lettori e lettrici di libri e giornali (circa nove punti percentuali) e soprattutto il peggioramento delle competenze alfabetiche e matematiche (cresciute rispettivamente di 1,9 e 5 punti percentuali tra il 2012 e il 2022) che toccano il 21,4% e il 29,6%, valori molto lontani dall’obiettivo del 15% al 2030. Inoltre, le competenze matematiche sono insufficienti per il 48% dei diplomati e quelle linguistiche per il 44%. Per quel che riguarda l’obiettivo di raggiungere il 45% di laureati entro il 2030, siamo ancora molto indietro, con il valore attuale che si ferma al 30,6% nel 2023.
Infine, nonostante l’Italia abbia raggiunto il livello del 30% di posti nido nel 2023, con un andamento positivo in linea con il perseguimento dell’obiettivo del 33% entro il 2027 definito nella Strategia nazionale di sviluppo sostenibile, si ricorda che alla fine del 2022 il Consiglio dell’Ue ha introdotto l’obiettivo del 45% di posti entro il 2030. Secondo il Rapporto ASviS, le nuove Linee guida per l’insegnamento dell’educazione civica per l’anno scolastico 2024/25 adottate a settembre 2024 presentano un concetto di sostenibilità confuso e depotenziato, a scapito di un’educazione che dovrebbe abbracciare una prospettiva globale e inclusiva.
Il testo ha suscitato un dibattito acceso tra esperti del settore, poiché sembra trascurare l’educazione alla cittadinanza globale e le cornici europee e internazionali, focalizzandosi maggiormente sul-l’individualismo, sulla cultura del lavoro e sull’identità nazionale. In particolare, il tema della sostenibilità, che era centrale nelle precedenti linee guida, subisce una modifica di linguaggio, passando da “Sviluppo sostenibile, educazione ambientale, conoscenza e tutela del patrimonio e del territorio” a “Sviluppo economico e sostenibilità”.
Sebbene le nuove linee facciano riferimento all'Agenda 2030 in una nota a piè di pagina, il testo enfatizza maggiormente il valore dell’iniziativa economica privata, tralasciando il significato dell’Agenda 2030 come finalità dello sviluppo stesso e l’importanza cruciale della consapevolezza ecologica e dei limiti biofisici del pianeta. La mancanza di riferimenti all’educazione contro la discriminazione di genere, alla pace e alla valorizzazione delle diversità culturali, poi, segna un ulteriore deficit rispetto alle necessità contemporanee. Se da un lato si riconosce il ruolo della Costituzione e si menzionano temi quali la salute e la biodiversità, dall'altro, la visione complessiva di sostenibilità viene indebolita, risultando poco coerente con gli Obiettivi di sviluppo sostenibile (vedi grafici in basso).
LE PROPOSTE DELL’ASviS
L’ASviS ha perciò elaborato una serie di proposte, utili a raggiungere i target contenuti nel Goal 4 dell’Agenda 2030:
• Attrarre giovani laureati alla carriera di docente attraverso incentivi, introducendo ad esempio borse di studio per neolaureati con master e dottorati in ambiti scientifici carenti (come le discipline Stem).
• Dare accesso alla professione di docente a ricercatori e ricercatrici con dottorato, riconoscendo loro in termini retributivi l’anzianità di servizio in università ed enti di ricerca, a fronte di un’adeguata formazione pedagogica.
• Creare occasioni incentivate di tirocinio attivo in contesti difficili agli studenti universitari orientati all'insegnamento, favorendo l’ingresso alla professione docente.
• Rimuovere gli ostacoli che, dopo le revisioni alla Legge n. 79/2022, penalizzano la partecipazione dei giovani laureati ai percorsi di formazione iniziale e riducono la qualità e il rigore dei percorsi.
• Creare un organismo indipendente e autorevole per le politiche educative, che fornisca conoscenze scientifiche per realizzare politiche avanzate e innovative.
• Monitorare l’impatto delle politiche scolastiche, sulla falsariga di quanto esiste già in altri Paesi.
Per contribuire a un’istruzione di qualità, l’ASviS sollecita le istituzioni attraverso dibattiti, offre analisi e realizza attività di educazione, formazione e informazione, mettendo anche a disposizione materiali didattici in una sezione del sito. La pagina contiene corsi e-learning, video, buone pratiche, pubblicazioni e schede didattiche che possono aiutare gli insegnanti a diffondere i messaggi dell’Agenda 2030 e portare lo sviluppo sostenibile all’interno delle scuole.

