partecipazione
L’EDITORIALE della nostra Segretaria Generale Ivana Barbacci apre il primo numero del 2025 della rivista, partendo dalla crisi della partecipazione politica nel nostro Paese. Crisi che viviamo, da tempo, anche nella scuola con la diminuzione dell’affluenza alle elezioni degli organi collegiali.
Due elementi dovrebbero dare una spinta positiva: sul versante della democrazia economica, la presentazione in Senato della proposta di legge della CISL sulla partecipazione dei lavoratori alla governance delle imprese; su quello della democrazia scolastica, la forte affluenza alle elezioni delle RSU nelle tornate elettorali passate. In questa epoca di disaffezione verso l’espressione democratica del voto la Segretaria Generale dichiara che “Il voto per le RSU finora ha sempre fatto registrare alti tassi di affluenza”, dunque auspica che “sia una tradizione rispettata anche quest’anno il 14, 15, 16 aprile”.
Anche se i dati possono apparire sconfortanti, la crisi della partecipazione non deve ritenersi senza rimedio né irreversibile. Certamente non si può prescindere da quanto sta producendo il diffondersi di nuove modalità di comunicazione, che incidono sul modo di relazionarsi all’interno della comunità sociale: i soggetti che agiscono nel sociale possono indicare la direzione giusta per un rilancio.
Per ragioni anagrafiche non mi ha mai riguardato personalmente, e per il mio modo di pensare sarebbe stato un comportamento semplicemente inconcepibile ma so che fino al 1993 il non andare a votare era addirittura sanzionato, con l’apposizione – sul certificato di buona condotta – della dicitura “non ha votato”. Ciò non produceva effetti pratici, ma era comunque un segno di riprovazione sociale per ciò che veniva considerato come violazione di un dovere civico, in un Paese che aveva sofferto della privazione della libertà nel corso del ventennio fascista.

NE PARLANO
La partecipazione democratica
è stata un elemento chiave nella ricostruzione dell'Italia repubblicana,
allargatasi in modo inedito alla componente femminile. Fondamentale la fase
resistenziale, che ha fatto emergere
la centralità dei partiti quali principali interpreti del nuovo“spirito democratico”.
Un processo entrato progressivamente
in crisi e oggi al collasso.
Le associazioni – e più ampiamente l’associazionismo organizzato
in tutte le sue forme riconosciute
dalla legge – rappresentano spazi
di partecipazione di straordinaria
ed esclusiva rilevanza, dove i cittadini possono organizzarsi per difendere valori, diritti e interessi collettivi.
Laboratori territoriali di cittadinanza attiva
e officine di “produzione” del capitale sociale, elemento fondamentale
per lo sviluppo di un Paese.
Mentre nel mondo sembra “avanzare”
in modo inesorabile una corrente
di pensiero individualista e senza scrupoli etici nel perseguire i propri interessi,
c’è una parte dell’economia e della società che prova a percorrere altre “strade” fondate su inclusione, partecipazione, solidarietà e rispetto verso l’ambiente
in una logica intergenerazionale. Cooperative, organizzazioni non profit, benefit company ne sono una testimonianza concreta e auspicabile.
In questo anno scolastico tutte le Istituzioni scolastiche saranno chiamate a dare conto dei risultati raggiunti attraverso
la “condivisione e promozione
al miglioramento del servizio
con la comunità di appartenenza”.
Infatti, non vi è nessun miglioramento
del servizio, e ancor meno degli esiti formativi ed educativi,
senza la partecipazione della comunità,
per il semplice motivo che per raggiungere dei risultati bisogna prima condividerli.
Per educare alla partecipazione occorre
che i ragazzi possano realmente partecipare al processo educativo in tutte
le sue fasi; la didattica deve essere ripensata in modo che i necessari ruoli
non soffochino le individualità
e i contributi di tutti
e di tutte alla vita scolastica.
Per promuovere la partecipazione
la contrattazione è la leva fondamentale.
Lo è sui luoghi di lavoro
per affermare quella di natura economica, lo è sui territori per valorizzare
quella di tipo civico.
Grazie all’impulso dato al tema dalla CISL con il testo approvato alla Camera,
siamo vicini al traguardo storico dell’attuazione dell’articolo 46
della nostra Costituzione.